La strage di San Terenzo Monti (Fivizzano, MS) fa parte di una lunga catena di massacri operati dai nazifascisti sul territorio apuano nell’estate 1944. Si trattava dell’immediata retrovia del settore tirrenico della Linea Gotica e si inseriva in un contesto segnato dall’avanzata alleata in Toscana, dalla ritirata nazista e dall’intensificarsi della lotta armata partigiana.
Il sacrario, eretto nel cimitero di Pietrasanta, ricorda l’uccisione di 53 uomini avvenuta il 19 agosto a San Terenzo Monti. La maggioranza di questi uomini furono rastrellati, insieme ad altri civili, a Valdicastello il 12 agosto 1944 (lo stesso giorno della strage di Sant’Anna di Stazzema) dai soldati del 16° battaglione esplorante corazzato SS comandato dal maggiore Walter Reder. Vennero portati a Nozzano (LU) dove rimasero qualche giorno.
In seguito a un attacco partigiano in via Bardine (a circa un chilometro da San Terenzo Monti), dove furono uccisi 16 tedeschi, gli uomini vennero prelevati da Nozzano e trasferiti con dei camion sul luogo dello scontro. Furono prima legati con filo spinato ad alberi, pali, tralci di vite e alla stessa camionetta incendiata dai partigiani, poi vennero uccisi con armi da fuoco. Sulla scena furono affissi cartelli che facevano riferimento all’attacco partigiano.
Successivamente, gli stessi militari rastrellarono e uccisero un centinaio di persone nella vicina via di Valla. In ricordo delle stragi di San Terenzo Monti e di Valla sono stati eretti vari sacrari e monumenti in tutta l’area apuana.