Il 12 agosto 1944, alcuni reparti tedeschi di ritorno dalla strage di Sant’Anna di Stazzema si diressero verso Valdicastello, frazione del comune di Pietrasanta. Durante il tragitto passarono da tre diversi sentieri (attraverso il paese della Culla, il fosso dei Molini e il sentiero che collega il borgo dei Coletti ai Molini). Giunti a Valdicastello, rastrellarono alcune centinaia di uomini in età da lavoro. Quattordici di loro furono uccisi e abbandonati sul greto del torrente Baccatoio, nei pressi del Molino Rosso: secondo alcune testimonianze furono scelti fra quelli che avevano portato le munizioni durante la strage di Sant’Anna, mentre secondo altre fonti invece furono selezionati tra i rastrellati.
Alcuni uomini catturati furono trasferiti nel pomeriggio inoltrato verso il centro di smistamento della Pia Casa di Lucca, poi da lì deportati in Germania nei campi di concentramento come forza lavoro. Altri, probabilmente ritenuti partigiani o loro collaboratori, furono condotti a Nozzano Castello dove aveva sede il comando di Max Simon (a capo della 16ª Divisione SS-Panzergrenadier «Reichsführer-SS») e il Tribunale militare speciale istituito presso la stessa divisione. Alcuni di loro vennero fucilati il 19 agosto a San Terenzo Monti. Altri ancora furono uccisi nei giorni successivi, come don Libero Raglianti, parroco di Valdicastello, a cui fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile.
L’11 agosto 2021 sul muro del Molino Rosso di Valdicastello sono state collocate due targhe (a cura dell’Associazione Martiri di Sant’Anna di Stazzema, del Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema e del Comune di Pietrasanta) in memoria delle quattordici vittime per mano nazista.