La battaglia di monte Salvaro
Il monte si compone di due cime: quota 826 metri, che si trova a nord, e quota 806, che si trova invece a sud; le due cime sono separate da una ripida e stretta cresta lunga circa novecento metri.
Nei piani sudafricani erano importanti anche la conquista di altri due monti che si trovano vicinissimi alla lunga cima: monte Alcino e monte Termine. L’azione iniziò il 19 ottobre, quando i fanti del reggimento sudafricano Witwatersrand/de La Rey cercarono di sorprendere i tedeschi. La prima vetta, quota 806, venne conquistata la mattina stessa. L’attacco poi continuò, assaltando anche la seconda cima, ma tutti i tentativi furono respinti.
Il giorno stesso le unità degli Scots Guards attaccarono la cima di monte Alcino, che venne conquistata solo il giorno seguente.
Il 20 ottobre furono invece i tedeschi a contrattaccare la cima sud di Salvaro per ben due volte, ma anch’essi furono respinti. Nel frattempo, sul versante occidentale del monte, unità del reggimento Witwatersrand/de La Rey riuscirono a raggiungere una casa (quota 604), molto vicina alla seconda cima di monte Salvaro.
La notte del 22 ottobre una compagnia del reggimento Kimberly attaccò la seconda cima (quota 816); i violenti scontri durarono tutto il giorno e si arrivò anche al corpo a corpo, finché un paio di squadre sudafricane riuscirono a raggiungere la parte sud della vetta. Tutta l’unità venne poi sostituita dai Carbineers, che il mattino del 24 ottobre si spinsero in avanti, riuscendo dopo duri scontri a raggiungere la cima e consolidando così la posizione guadagnata da alcune squadre dei Kimberly.
Solo dopo la conquista del monte Salvaro, anche gli Scots riuscirono, nella stessa giornata, a conquistare monte Termine.
La battaglia di monte Salvaro fu la più dura combattuta dai sudafricani nel corso di tutta la campagna d’Italia.
- Salvaro - Grizzana Morandi (BO)