Gino Costantini

Gino Costantini , ferroviere di Vergato, è stato un valoroso comandante nella valle del Reno, collaborando con i partigiani modenesi e con gli Alleati per la liberazione dell’Appennino. E’ stato poi un prezioso custode e diffusore della memoria resistenziale, presiedendo l’Anpi locale fino alla morte.

Nato il 31 gennaio 1918 a Castel d’Aiano, Gino Costantini era figlio di Giovanni e Florinda Fini. Dopo aver conseguito la licenza elementare, iniziò subito a lavorare, distinguendosi anche per le sue notevoli capacità atletiche, in particolare nella maratona. Prestò servizio militare nella Marina a Messina dal febbraio all’aprile del 1938, venendo però congedato anticipatamente per problemi fisici.

Nel 1941 fu assunto nelle Ferrovie dello Stato e, nel 1943, risultava residente a Vergato. Dopo l’armistizio dell’8 settembre, si impegnò attivamente nella Resistenza: nascose armi, un gesto che gli costò l’arresto e il licenziamento con l’accusa di attività sovversiva. Nei primi mesi del 1944, insieme ad altri giovani della zona, si unì alla brigata partigiana Stella Rossa. Successivamente, nel giugno dello stesso anno, contribuì alla formazione di un gruppo autonomo locale, assumendo il comando con il nome di battaglia “John”.

La formazione operò nelle aree montane tra Calvenzano, Vergato e Labante, aggregandosi poi alla divisione garibaldina Modena Armando. Tra ottobre e novembre 1944, l’evacuazione forzata di ampie zone da parte dei tedeschi rese pericolosa la permanenza sul territorio. In accordo con i superiori, il gruppo attraversò le linee raggiungendo gli Alleati a Castel di Casio, collaborando con loro nelle operazioni militari, prima al fianco delle truppe sudafricane e poi di quelle americane.

Dal gennaio 1945, la formazione prese il nome di “Pilota”, in memoria del caduto Dario Pedrini, ed entrò a far parte della brigata Selvino Folloni. I combattimenti proseguirono fino alla primavera: il 5 marzo i brasiliani liberarono Castelnuovo, mentre Vergato fu liberata il 16 aprile. Costantini fu riconosciuto partigiano con il grado di tenente per il periodo compreso tra il giugno 1944 e l’aprile 1945.

Nel dopoguerra fu riassunto nelle Ferrovie, dove lavorò fino alla pensione. Visse a lungo a Vergato, diventando presidente della locale sezione dell’ANPI. Nel 2002 accolse il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione del conferimento della Medaglia d’oro al Merito Civile al Comune.

Nel 2010 pubblicò la sua autobiografia, “Il coraggio non si compra”. Morì il 27 dicembre 2013 ed è sepolto nel cimitero di Calvenzano.

Luoghi e Persone: tappa 10

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