Liberazione di Pistoia

Dopo un anno di occupazione tedesca, Pistoia fu liberata l’8 settembre 1944 grazie a una consistente azione delle truppe partigiane che occuparono il centro città e gli edifici pubblici, mentre sostenevano scontri con le retrovie tedesche in fuga verso la Linea Gotica.

Nell’estate 1944 la liberazione della piana pistoiese era imminente: si susseguivano i preparativi tedeschi della ritirata verso la Linea Gotica. Il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) sezione di Pistoia aveva da tempo dislocato le formazioni partigiane in previsione di un’azione congiunta di occupazione della città; grazie all’intervento del comitato regionale fu costituita la XII zona in modo da realizzare un comando militare unico delle varie formazioni comuniste, azioniste e democristiane. Fu affidato a Vincenzo Nardi: la volontà comune era quella di occupare Pistoia prima dell’arrivo degli Alleati.

I primi di settembre, il CLN dispose il concentramento delle brigate partigiane nei punti strategici e negli edifici pubblici, in modo da assumere il controllo e la gestione della città. Consistenti squadre provenienti da tutta la provincia occuparono Pistoia la notte tra il 7 e l’8 settembre. L’8 settembre la Liberazione fu ultimata, ma la città era quasi completamente priva dei suoi abitanti, sfollati dopo il primo bombardamento alleato del 24 ottobre 1943. Nelle periferie e sulle colline continuava la guerriglia fra le pattuglie partigiane in esplorazione avanzata e le retroguardie tedesche che cannoneggiarono la città per una ventina di giorni.

La sera dell’8 settembre 1944 radio Londra dette la notizia della liberazione di Pistoia; quattro giorni dopo giunse la 6ª South African Armoured Division. La città risultò devastata dalla guerra e dall’occupazione tedesca, con migliaia di edifici demoliti o danneggiati e problematiche varie legate agli approvvigionamenti e ai servizi. I partigiani combattenti operanti nella provincia furono oltre 1250, i patrioti alcune centinaia; le vittime di stragi naziste e fasciste almeno 235 in 77 episodi, alle quali occorre aggiungere gran parte dei 174 caduti dell’eccidio del Padule di Fucecchio.

Le forze politiche e militari antifasciste riorganizzarono l’amministrazione pubblica e riattivarono i principali servizi della città, non senza contrasti con gli angloamericani. Le formazioni partigiane continuarono le azioni contro il nemico fino al proprio scioglimento a fine settembre; alcune restarono ancora impegnate contro i tedeschi lungo la linea Gotica fino all’aprile 1945.

Il Comune di Pistoia fu insignito, il 21 aprile 1977, della Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Luoghi e Persone: tappa 8

Sambuca Pistoiese nel corso della Seconda Guerra Mondiale fu colpita da rastrellamenti, deportazioni, stragi e attività antipartigiane eseguite dai reparti…
Manrico Ducceschi fu un partigiano italiano al comando dell’«Esercito di Liberazione Nazionale – XI Zona Militare Patrioti» che agiva in…
Il monumento di Biagioni ricorda la strage nazi-fascista che avvenne il 4 luglio 1944 sul sagrato della chiesa e celebra…
Pracchia, frazione collinare del comune di Pistoia, ospita un parco della Rimembranza che ricorda i caduti civili e militari della…
Il cippo ricorda il partigiano Lodovico Venturi, ucciso dai tedeschi a Olivacci il 10 settembre 1944 durante un agguato a…