Cippo per Lodovico Venturi
Wilhelm Crisolli, nato a Berlino nel 1895, era figlio di un noto avvocato. Allo scoppio della Prima guerra mondiale intraprese la carriera militare, combattendo prima sul fronte orientale e poi in Francia. Nel dopoguerra aderì ai Freikorps in Pomerania, raggiungendo rapidamente il grado di colonnello. Tra il 1935 e il 1938 insegnò tattica alla scuola di guerra di Potsdam. Partecipò quindi alle principali campagne militari della Germania nazista: nei Sudeti, in Polonia, in Francia e in Jugoslavia. Il 31 gennaio 1942 fu gravemente ferito sul fronte russo e rimpatriato; il 1º febbraio 1944 venne promosso maggiore generale.
Dopo un periodo nelle retrovie, fu inviato in Italia al comando della 20ª Luftwaffe-Feld-Division. L’11 settembre 1944, durante un trasferimento dalla Toscana all’Emilia, cadde in un’imboscata partigiana tra Casa Chiombi e Olivacci, lungo la via di Maresca. Ferito gravemente alla testa, fu trasportato all’infermeria della SMI a Campo Tizzoro e morì pochi giorni dopo a Porretta. Inizialmente sepolto a Modena, oggi riposa nel cimitero militare tedesco del Passo della Futa.
In seguito all’attentato, i tedeschi rastrellarono circa cento uomini, tra cui il parroco di Pracchia, Aldo Ciottoli, minacciando di ucciderli. La strage fu evitata grazie all’intervento dell’ingegnere tedesco della SMI, Kurt Kayser. Il 16 settembre una pattuglia del Grenadier-Regiment 1059 attaccò un accampamento partigiano, uccidendo tre uomini in combattimento e altri tre presso il cimitero di Monteacuto.
L’imboscata di Olivacci era stata organizzata da un gruppo della brigata Bozzi guidato da Vasco De Murtas, detto “Tarzan”. Tra i partigiani vi era Lodovico Venturi, nato a Pracchia nel 1921, figlio di un ferroviere comunista. Anche lui ferroviere, aveva combattuto come bersagliere in Francia prima di rientrare in Italia. Sfollato con la famiglia a Pianaccio, si unì alla Resistenza. Ferito durante l’azione, fu catturato, portato a Lagacci e ucciso brutalmente.
Nel dopoguerra gli fu dedicato un cippo sul luogo dell’imboscata, con la scritta: “Lodovico Venturi partigiano caduto per la libertà il 10 settembre 1944”. Il suo nome compare anche sul monumento ai caduti di Pracchia.
- Granaglione - Grizzana Morandi (BO)