La SMI: lo stabilimento di Campo Tizzoro

La Società Metallurgica Italiana (SMI) aprì un proprio stabilimento a Campo Tizzoro nel 1911. La struttura è celebre per ospitare un vasto ed esteso sistema di gallerie e rifugi antiaerei. Una vasta e intensa attività partigiana si sviluppò al suo interno dopo l’occupazione tedesca.

La Società Metallurgica Italiana (SMI) aprì un proprio stabilimento a Campo Tizzoro – frazione del comune di San Marcello Piteglio nell’Appennino Tosco-Emiliano – nel 1911 per la produzione di cartucce. Negli anni seguenti vennero costruiti i primi nuclei abitativi per gli operai che fecero diventare Campo Tizzoro un paese-fabbrica.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la fabbrica incrementò la sua produzione di proiettili e nel sottosuolo fu completato un vasto ed esteso sistema di gallerie e rifugi antiaerei; già in questo periodo si formò una prima organizzazione antifascista clandestina che prese definitivamente campo dopo l’occupazione tedesca. Internamente alla SMI nacque, infatti, una formazione partigiana: la Squadra d’Azione Patriottica Campo Tizzoro. Oltre agli operai, vi parteciparono sia alcuni impiegati sia varie donne del paese.

Le prime attività furono quelle di aiuto e soccorso ai prigionieri alleati fuggiti dai campi di internamento, ai militari sbandati e ai renitenti alla leva repubblichina. Durante l’intero anno di occupazione tedesca, furono continuativi gli atti di sabotaggio ai macchinari e le asportazioni di cartucce. Successivamente, specialmente nel corso della primavera e dell’estate 1944, furono compiute numerose azioni armate contro fascisti e nazisti.

Nel 1944 alla SMI lavoravano circa 6800 persone. A dirigerli era stato inviato l’ingegnere Kurt Kayser, cui oggi è dedicato un cippo nelle vicinanze della fabbrica, per non aver ostacolato le attività partigiane, per essersi adoperato nell’evitare rappresaglie e per aver impedito la distruzione dell’azienda durante la fuga dell’esercito tedesco verso la Linea Gotica. La fabbrica fu liberata e occupata dai partigiani il 26 settembre 1944, poco prima dell’arrivo delle truppe Alleate.

La SMI di Campo Tizzoro proseguì la sua attività lavorativa nel dopoguerra e fu, fino agli anni ’80, il cuore dell’economia della Montagna Pistoiese, affiancando, alla produzione di proiettili, la lavorazione di laminati di bronzo, acciaio e rame. Nel 2012 è stato aperto il “Museo e Rifugi S.M.I. Campo Tizzoro”, attivo fino al 2023 e attualmente chiuso al pubblico.

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