Guerra, Resistenza e violenze naziste a Casoli

Casoli è un borgo dell’Alta Versilia definito “il paese degli sgraffiti” per i tanti affreschi sparsi sulle mura delle abitazioni. Il passaggio della guerra lasciò profonde tracce: la località fu una dei centri dell’embrionale Resistenza versiliese e registrò una strage nazista.

Casoli è un borgo collinare situato nel comune di Camaiore ai piedi delle Alpi Apuane. È definito “il paese degli sgraffiti”: un museo a cielo aperto con meravigliosi affreschi realizzati sulle pareti esterne delle case. Il primo fu realizzato alcuni decenni fa dal pittore e scultore siciliano Rosario Murabito; la tradizione viene portata avanti ancora oggi grazie alla rassegna “Sgraffiti a Casoli”.

La guerra e la Resistenza lasciarono profondi segni nel territorio. In un’area verde sotto via Trescoli, si trova l’abitazione di Domenico dell’Aquila. Era conosciuta come base di “Cericcia” dagli antifascisti viareggini. Fu una delle basi strategiche dei primi gruppi resistenziali del territorio grazie alla sua posizione collinare unita alla vicinanza a Camaiore e alla piana.

Lo stesso Domenico Dell’Aquila assunse un ruolo di grande importanza nella Resistenza. Fu tra i primi ad avviare un’azione di contrasto all’occupazione fascista e alla rinascita del fascismo dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943; fu protagonista prima nella formazione partigiana “Luigi Mulargia”, poi nella “Marcello Garosi” come caposquadra. Il 4 settembre 1944 morì insieme al compagno Giuseppe Vecoli a causa dell’attivazione di una trappola esplosiva all’ingresso di una baita sul monte Prana, installata da un’altra formazione partigiana che cercava di contrastare la ritirata tedesca verso la Linea Gotica.


Le attività antipartigiane furono estremamente violente in tutta la Versilia nel periodo luglio-agosto 1944. Nel corso di una di queste operazioni, il 5 agosto 1944 furono catturati a Casoli da una pattuglia di SS tre membri della famiglia Pardini (Gian Domenico, Modesto e Ivana). Furono presi mentre si trovavano sui monti della zona con alcuni animali al pascolo; dopo l’interrogatorio, vennero accusati di dare appoggio e assistenza ai partigiani e furono giustiziati.


Un monumento – composto da varie lapidi dedicate al corpo degli Alpini, ai caduti della Prima Guerra Mondiale e a quelli della Seconda Guerra Mondiale – è stato collocato in paese l’11 aprile 1961.

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